Obiettivo 9: Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione e una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile

Il nono obiettivo di sviluppo sostenibile è incentrato su come costruire un’infrastruttura resiliente e come promuovere l’innovazione e una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile.
Affinché ci sia sviluppo, è indispensabile che cresca l’industrializzazione. Ad esempio, il ritardo nella diffusione delle nuove tecnologie in Italia è dipeso anche dalla struttura del nostro sistema produttivo, caratterizzato dalla presenza elevata di piccole imprese, a loro volta penalizzate dalla scarsa disponibilità di risorse finanziarie. La struttura proprietaria e gestionale, inoltre, spesso familiare, costituisce un forte limite alla crescita delle imprese. La contenuta dimensione delle imprese e lo scarso sviluppo del mercato dei capitali si riflettono in una produttività sempre più bassa rispetto a quella degli altri Paesi. In queste condizioni non sorprende che l’alba di una quarta rivoluzione industriale inizi a manifestarsi con un ritardo simile a quello osservato negli anni Novanta, in riferimento alla diffusione delle nuove tecnologie.
In Italia si registra non solo una bassa produzione di beni e servizi digitali, ma anche un modesto impiego di questi da parte delle imprese e degli individui. L’indice che riassume il livello di digitalizzazione dell’Unione Europea pone il nostro Paese al solo 25° posto tra gli Stati membri.
Se ciò è vero per il nostro Paese, la situazione non può che essere peggiore nei Paesi in via di sviluppo, in cui le infrastrutture di base come strade, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, servizi igienici, energia elettrica e acqua sono ancora scarse. L’industria manifatturiera rappresenta una delle principali fonti d’impiego, fornendo circa 470 milioni di posti di lavoro nel mondo – pari a circa il 16% delle 2,9 miliardi di unità della forza lavoro. Si stima che nel 2013 le manifatture abbiano offerto più di mezzo miliardo di posti di lavoro.
Dunque, le infrastrutture materiali e immateriali sono essenziali per lo sviluppo sostenibile. A queste vanno associate anche buone politiche di industrializzazione e di investimenti. È necessario quindi, costruire le strutture primarie al fine di garantire migliori condizioni igieniche e di vita e sviluppare le infrastrutture più tecnologiche. Lo sviluppo industriale inclusivo e sostenibile, affermano le Nazioni Unite, è “la prima fonte di generazione di reddito; esso permette un aumento rapido e sostenuto del tenore di vita delle persone e fornisce soluzioni tecnologiche per un’industrializzazione che rispetti l’ambiente”.
La carenza in molti Stati di servizi di prima necessità e di infrastrutture come scuole e ospedali costituisce un freno enorme allo sviluppo. La mancanza di istruzione impatta negativamente sull’economia e la carenza di servizi sanitari è causa di un alto tasso di mortalità. Infine, in molti Paesi africani, le restrizioni infrastrutturali esistenti inibiscono la produttività delle imprese di circa il 40%.
È per questo che servono forti investimenti in tutte le infrastrutture che possano migliorare la qualità della vita e sostenere il processo di industrializzazione.

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