Obiettivo 13: adottare misure per combattere i cambiamenti climatici

Obiettivo 13: adottare misure per combattere i cambiamenti climatici

Il tredicesimo obiettivo di Sviluppo Sostenibile dell’ONU afferma con forza la necessità di adottare misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e le loro conseguenze. Tra i diciassette obiettivi previsti dall’Agenda 2030 e sottoscritti da più di 190 Stati, il tredicesimo è forse il più drammatico, per una ragione intuitiva: riguarda in maniera eguale ogni singolo individuo ed è indispensabile per la sopravvivenza stessa del genere umano.

I cambiamenti climatici dipendono dall’aumento della temperatura media globale – che negli ultimi 30 anni è cresciuta di circa 0.85°C – causato a sua volta dalle emissioni di gas serra in atmosfera, in particolare anidride carbonica (CO2). Le conseguenze tangibili del mutamento climatico sono già sotto gli occhi di tutti e hanno a che fare sia con fattori ambientali che con aspetti legati alla vita umana: eventi meteorologici devastanti, diminuzione di produzione agricola, aumento del livello del mare, perdita di biodiversità, distruzione di interi ecosistemi, desertificazione, incendi, scarsità d’acqua potabile, migrazioni climatiche, potenziali conflitti e così via. Si tratta di uno scenario pericoloso e preoccupante, soprattutto considerando che molti danni ambientali sono irreversibili. La responsabilità ultima di tale situazione è da attribuirsi in toto alle attività umane; non a caso, infatti, ci si riferisce all’era geologica attuale con il termine “Antropocene”, coniato dal biologo statunitense Eugene F. Stoermer, che indica inequivocabilmente l’impatto negativo delle azioni dell’uomo sull’equilibrio della Terra.
Il cambiamento climatico è un problema di tutti, un’emergenza globale, e in quanto tale esige una soluzione globale, che venga messa in campo da tutte le Nazioni senza alcuna esitazione.

L’obiettivo n. 13 fornisce alcune indicazioni pratiche:
– rafforzare in tutti i Paesi la capacità di ripresa e di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri
naturali;
– integrare le misure di cambiamento climatico nelle politiche nazionali;
– migliorare l’istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale a proposito della mitigazione del cambiamento climatico, dell’adattamento, della riduzione dell’impatto e dell’allerta tempestiva;
– rendere effettivo l’impegno assunto dai partiti dei Paesi sviluppati verso la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, che prevede la mobilizzazione – entro il 2020 – di 100 miliardi di dollari all’anno, provenienti da tutti i Paesi aderenti all’impegno preso, da indirizzare ai bisogni dei Paesi in via di sviluppo, in un contesto di azioni di mitigazione significative e di trasparenza nell’implementazione, e rendere pienamente operativo il prima possibile il Fondo Verde per il Clima attraverso la sua capitalizzazione;
– promuovere meccanismi per aumentare la capacità effettiva di pianificazione e gestione di interventi inerenti al cambiamento climatico nei Paesi meno sviluppati, nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo, con particolare attenzione a donne e giovani e alle comunità locali e marginali.

Le tecnologie e le conoscenze necessarie ad affrontare la sfida climatica sono in nostro possesso. Il tempo stringe, ma non è ancora troppo tardi. È fondamentale iniziare al più presto a implementare politiche concrete di contrasto, mitigazione e adattamento al cambiamento climatico. Come suggerito da Greta Thunberg in occasione del Vertice di Azione sul Clima delle Nazioni Unite, tenutosi lo scorso 23 settembre a New York, è fondamentale chiedere ai leader di tutto il mondo di smetterla di raccontare “favole di eterna crescita economica” e di iniziare ad agire per salvaguardare il nostro pianeta e la vita umana.

In conclusione, ricordiamo che lo “sviluppo sostenibile” può definirsi tale soltanto se, oltre a soddisfare i bisogni del presente, non compromette la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri. Le generazioni future sono sveglie e hanno lo sguardo puntato sulle scelte dei governi di tutto il mondo. Hanno dimostrato, unendosi in un maestoso movimento di protesta (Fridays For Future) di non essere disposte a perdere il proprio futuro e costituiscono, in un mondo spesso troppo orientato al profitto, una bellissima fonte di speranza.

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