Obiettivo 12: Energia pulita e accessibile

Obiettivo 12: Energia pulita e accessibile

In una recente commedia italiana intitolata “Bentornato presidente”, Claudio Bisio interpreta il presidente del Consiglio Giuseppe Garibaldi che, finito sul suo scranno un po’ per caso un po’ per opportunismo delle parti politiche che rappresenta, propone uno sciopero di tutti i servizi statali. 

“Lo sciopero dello Stato” aveva mando il Paese in tilt ma il premier credeva in questa idea perché credeva fosse l’unico modo possibile per far comprendere quanto sia importante pagare le tasse in modo che tutti possano avere accesso all’istruzione, alla sanità e a tutti i servizi della pubblica amministrazione. 

 

Ora, proviamo ad immaginare cosa succederebbe se iniziasse in questo momento uno sciopero dell’energia. Lo smartphone con cui state leggendo questo articolo potrà preservare la propria batteria solo per poche ore, il computer con cui state lavorando in ufficio si spegnerà, le ore notturne saranno buie, i bar chiusi e le strade vuote. 

 

L’energia è l’elemento fondamentale per tutte le sfide e le possibilità che oggi possiamo portare avanti. Lavoro, sicurezza, cambiamento climatico sono tutti i temi che rientrano nell’Agenda 2030 ma sarebbero impossibili da portare avanti se non avessimo accesso all’energia o se vivessimo un paradossale “sciopero dell’energia”. 

 

Eppure, ancora oggi si stima che una persona su cinque non ha accesso a moderni mezzi elettrici e 3 miliardi di persone dipendono da legno, carbone, carbonella o concime animale per cucinare e per scaldarsi. 

Ma da un’altra parte, l’energia è la principale responsabile del cambiamento climatico, rappresentando circa il 60% delle emissioni di gas serra globali. 

 

Una disparità enorme tra nord e sud del Mondo, che vede nuovamente le città e le metropoli come responsabili dei più grandi consumi ma anche protagoniste di una svolta, da raggiungere nei prossimi 10 anni. 

 

Infatti, gli obiettivi-chiave che proprio le aree più industrializzate devono portare a termine nel lungo periodo sono: 

  • incrementare la produzione di energia a bassa intensità di carbonio; 
  • migliorare le tecnologie per fornire servizi energetici moderni e sostenibili, specialmente nei paesi meno sviluppati, nei piccoli stati insulari e negli stati in via di sviluppo senza sbocco sul mare, conformemente ai loro rispettivi programmi di sostegno. 

 

Cosa succede in Italia 

L’Italia produce più del 30% da rinnovabile, ha ridotto drasticamente le sue emissioni di CO2 ed è prima in Europa per produzione da solare.

Molti casi virtuosi nascono nel nord-Italia dove a Milano e Brescia si sperimenta il Teleriscaldamento come sistema per produrre calore, attraverso impianti di co-generazione (produzione combinata di calore ed energia elettrica) che utilizzano cicli produttivi che recuperano energia dal trattamento dei rifiuti o da altre produzioni industriali. 

L’illuminazione pubblica sta accogliendo pian piano le lampade a LED e sistemi di monitoraggio intelligenti, sensori e applicazioni smart, permettono di monitorare i consumi di acqua ed energia sia negli impianti di produzione industriale sia nelle abitazioni, attraverso sistemi per l’efficientamento energetico. 

 

Cosa occorre fare entro il 2030?

  • garantire l’accesso a servizi energetici che siano convenienti, affidabili e moderni
  • Aumentare la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia
  • Implementare le infrastrutture e migliorare le tecnologie per fornire servizi energetici moderni e sostenibili, specialmente nei paesi meno sviluppati.

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