Obiettivo 4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti

Se da una parte si sono registrati notevoli miglioramenti sul versante dell’accesso all’istruzione (soprattutto primaria) e su quello dell’alfabetizzazione, dall’altra appare però ancora drammaticamente lontano l’obiettivo di un’istruzione di qualità universale, capace non solo di integrare ma anche di includere, offrendo a tutti uguali opportunità. Se da una parte, poi, crescono i livelli di iscrizione nelle scuole, anche di ragazze e donne, dall’altra sono però ancora pochi i Paesi che hanno raggiunto l’uguaglianza tra bambine e bambini, ragazze e ragazzi non solo nell’istruzione primaria, ma a tutti i livelli educativi. Le disparità di genere e tra Paesi a nord e a sud del mondo sono ancora molto gravi: basti pensare che sono soprattutto i bambini che vivono in Africa sub-sahariana o in zone sottosviluppate colpite da conflitti a non essere iscritti a scuola, nonostante abbiano raggiunto l’età per ricevere un’istruzione.

Ma la povertà educativa non è affatto un fenomeno isolato, bensì altamente diffuso, che colpisce anche i Paesi sviluppati: si pensi che più di 100 milioni di giovani in tutto il mondo, di cui il 60% donne, non possiedono le competenze di base in lettura e scrittura. A fronte di questa situazione così drammatica non è quindi più possibile rimandare la domanda: la scuola di oggi, ancorata a una visione tradizionale ma tesa verso una nuova idea di educazione, è in grado di accogliere le sfide che si prospettano e di formare i cittadini del domani?

La prima sfida di una scuola che voglia adeguare i propri metodi educativi a una società sempre più complessa e in continuo mutamento è quella di garantire a tutti, senza eccezione, qualità ed eguaglianza nelle opportunità, creando le condizioni più vantaggiose affinché ogni ragazza e ogni ragazzo possa completare un ciclo di studi secondario o, in alternativa, un percorso di istruzione tecnica, professionale o terziaria. È proprio nell’istruzione inclusiva e di qualità a molteplici livelli, che l’Agenda 2030 individua la chiave di volta per incentivare un’educazione che promuova non solo la cultura della sostenibilità, ma anche i diritti umani, la valorizzazione delle differenze, la parità di genere, la cittadinanza digitale e globale, la cultura della non-violenza.

Ma cosa significa includere? Vuol dire promuovere l’accessibilità, la partecipazione e il coinvolgimento di tutte le minoranze nei processi educativi e nei contesti classe; vuol dire abbattere le barriere, fisiche e culturali, e costruire piani e metodi di apprendimento personalizzati, flessibili e integrati; vuol dire porre l’attenzione sui vissuti psico-emotivi di educatori, bambini e ragazzi e concepirli non solo come fruitori, ma anche in qualità di co-costruttori di inclusione. Includere significa, in poche parole, interagire nel rispetto reciproco al di là delle differenze fisiche, intellettive o culturali, dando vita a una scuola dell’accoglienza che sia di tutti e per tutti.

Una scuola che voglia essere protagonista e interprete della società contemporanea, aprendo la strada e proponendo nuovi modelli educativi, dovrà poi investire nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, grazie alle quali sarà possibile allargare l’accessibilità e la partecipazione, allestendo spazi di apprendimento più sicuri e inclusivi. Le tecnologie potranno inoltre costituire il principale strumento per la diffusione di un sistema di apprendimento permanente, in ogni luogo lungo tutto l’arco della vita, sulla base del riconoscimento, della promozione e dell’accrescimento delle competenze.

Qualità dell’istruzione, uguaglianza delle opportunità, inclusione, apprendimento permanente: queste le parole chiave della scuola dell’accoglienza, di un’educazione che guarda al futuro con coraggio senza aver paura della diversità e del cambiamento. Queste sono le sfide di una scuola che, se vuole sopravvivere, deve trovare la forza di aprirsi e parlare al mondo.

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