Seconda parte del dibattito democratico: cosa è successo?

Seconda parte del dibattito democratico: cosa è successo?

Joe Biden, Kamala Harris, Cory Booker, Juliàn Castro, Kirsten Gillibrand, Michael Bennet, Bill De Blasio, Jay Inslee, Tulsi Gabbard e Andrew Yang sono i candidati che si sono confrontati sui principali temi della politica americana. Non appena i moderatori Jake Tapper, Dana Bash e Don Lemon hanno dato la parola ai candidati per il primo giro di presentazione, il Sindaco di New York Bill De Blasio ha rivolto un attacco diretto a due fra i candidati più forti: “Joe Biden ha detto ai ricchi donatori che fondamentalmente non cambierebbe nulla se lui fosse Presidente” e “Kamala Harris ha detto che non è sua intenzione ristrutturare la società” per poi concludere con “riempiremo i ricchi di tasse”. Il Governatore dello Stato di Washington Jay Inslee invece ha affrontato subito il tema cardine della sua campagna, l’emergenza climatica, dichiarando che i democratici “sono l’ultima migliore speranza per l’umanità su questo pianeta”, mentre l’ex Vicepresidente Biden ha parlato della necessità di recuperare l’anima del Paese, di ristabilire i valori americani di un tempo.
I Senatori Kamala Harris e Cory Booker hanno dedicato parte della loro presentazione al tema delle diseguaglianze razziali e sociali, rivendicando il loro impegno personale e familiare nel movimento per i diritti civili.

Il primo tema specifico oggetto di confronto è quello della sanità. Kamala Harris ha annunciato di aver elaborato e proposto una sua versione del programma Medicare for All, al termine di una campagna di ascolto con pazienti, medici e operatori del settore. Il suo piano, che prevede una fase di attuazione graduale lunga 10 anni per evitare che la transizione possa danneggiare i cittadini, garantisce l’assistenza sanitaria a tutti come diritto universale, slegando la possibilità di accesso alle cure e la qualità del servizio dal tipo di impiego professionale e dalla discrezionalità dei datori di lavoro, ma, al contrario della proposta di Sanders e Warren, consente la possibilità per i pazienti di stipulare polizze private. Joe Biden ha attaccato il piano della Harris ritenendolo troppo costoso e con un periodo di attuazione troppo lungo e ha affermato che l’Obamacare funziona e sarebbe sufficiente migliorarla con un’opzione pubblica. La Harris ha ribattuto che colei che ha costruito l’Obamacare, Kathleen Sebelius, è favorevole al suo piano e poi ha attaccato Biden sostenendo che il piano da lui proposto lascerebbe 10 milioni di americani senza assistenza sanitaria e che questo è imperdonabile per un candidato democratico del 2019. Cory Booker ha fatto poi notare come il sistema sanitario attuale costi alle finanze pubbliche il 20% del pil statunitense, che è una proporzione molto più alta rispetto alla maggioranza dei Paesi occidentali, e che nonostante questo non riesca a garantire l’accesso universale a un servizio di qualità.

Il dibattito si è spostato successivamente sul tema dell’immigrazione e i candidati si sono divisi sulla proposta di trasformare l’immigrazione illegale da reato a infrazione civile: Kamala Harris, Juliàn Castro, Cory Booker e Kirsten Gillibrand si sono dichiarati a favore mentre Joe Biden e Michael Bennet contrari. Biden ha proposto di alzare considerevolmente il tetto del numero massimo di immigrati ammessi legalmente nel Paese e di rendere più semplice la procedura per il diritto di asilo ma ritiene necessario che l’immigrazione illegale resti un reato. Booker ha ribattuto sostenendo che l’immigrazione illegale rimarrebbe illegale anche se diventasse infrazione civile ma che in questo modo sarebbe abolito il fondamento normativo che consente a Trump di separare bambini dai genitori.

Sul tema della giustizia Booker ha attaccato duramente Biden per il suo approccio securitario nel passato, per essere stato decenni fa promotore di leggi che hanno trattato come questioni di ordine pubblico importanti problemi sociali come la povertà, la tossicodipendenza e la salute mentale, aggravando le condizioni di vita di milioni di Americani delle fasce socialmente più fragili, specie nella comunità afroamericana. Booker ha concluso il suo intervento affermando: “sono felice che oggi lei si sia riscattato da quelle posizioni, ma a causa sua milioni di persone non hanno avuto opportunità di riscatto”. Biden si è difeso dall’attacco chiamando in causa la legacy dell’amministrazione Obama, che ha ridotto la popolazione carceraria di 38.000 persone.

Subito dopo è stata Kamala Harris ad attaccare Joe Biden per il suo passato sostegno all’Hyde Amendment, che proibisce l’utilizzo di fondi federali per garantire il diritto costituzionale all’aborto. Biden ha risposto di essere sempre stato favorevole alla tutela del diritto costituzionale all’aborto ma che decenni fa riteneva che non fossero necessari fondi federali per garantirlo.

Il confronto è proseguito sul tema dell’emergenza climatica e Joe Biden si è impegnato a riportare gli Stati Uniti negli accordi di Parigi e a investire 400 miliardi di dollari in ricerca, ma ha sottolineato che gli Stati Uniti rappresentano soltanto il 15% delle emissioni globali e che da soli possono incidere poco. Ha risposto Jay Inslee riportando la posizione di scienziati che giudicano che il piano di Biden sia “troppo poco, troppo tardi”. Kamala Harris, oltre ad impegnarsi a riportare gli Stati Uniti negli accordi di Parigi, ha sostenuto la necessità dell’approvazione di un Green New Deal che accompagni la transizione per rendere gli Stati Uniti carbon neutral entro il 2030.

Il dibattito sull’economia ha visto al centro il tema del commercio internazionale e dei dazi. Tutti i candidati hanno concordato sulla necessità di rivedere i dazi imposti dall’amministrazione Trump alla Cina, ma sono emerse differenze sostanziali sui trattati di libero scambio. Tulsi Gabbard ha rivendicato la sua contrarietà al TTP e si è dichiarata contraria ad accordi commerciali che tolgano sovranità ai cittadini americani, mentre Joe Biden ha affermato di voler rinegoziare il TTP con sindacati e ambientalisti al tavolo ma ha ricordato la necessità per gli Stati Uniti di definire le regole del commercio internazionale attraverso i trattati prima che lo faccia la Cina. La proposta economica più originale è venuta da Andrew Yang, imprenditore e manager nel settore della tecnologia, che ritiene necessaria l’introduzione di un reddito di 1000 dollari al mese distribuito dallo stato a tutti i cittadini indipendentemente dalla loro condizione sociale per contrastare gli effetti dell’automazione e dello sviluppo tecnologico sulla distribuzione del reddito.

La politica estera è stata, infine, l’ultimo tema discusso nel dibattito. Tulsi Gabbard si è dichiarata a favore del ritiro del contingente americano in Afghanistan nel più breve tempo possibile e ha raccontato la sua esperienza di veterana di guerra in Iraq, ricordando la sensazione di smarrimento e tradimento provata dai militari americani che si sono sentiti presi in giro dall’amministrazione Bush, quando hanno scoperto che il regime di Saddam Hussein non possedeva armi di distruzione di massa. Interrogato sul suo voto favorevole in Senato all’autorizzazione per la guerra in Iraq, Joe Biden ha affermato di aver commesso un errore fidandosi del Presidente Bush e di aver poi pienamente sostenuto la decisione del Presidente Obama di ritirare il contingente.

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