California, un nuovo capitolo della battaglia per l’anima del Partito Democratico

California, un nuovo capitolo della battaglia per l’anima del Partito Democratico

La California è considerata il blue state per eccellenza: è lo Stato più progressista del Paese, il più avanzato sul terreno dei diritti civili, ha un sistema di welfare molto esteso e un livello di pressione fiscale tra i più alti degli Stati Uniti. Nelle ultime sette elezioni presidenziali hanno prevalso i candidati democratici e Hillary Clinton ha sconfitto Donald Trump con un margine di oltre trenta punti percentuali. Inoltre la delegazione dello Stato in Senato è totalmente democratica dal 1992. Cos’è, quindi, che rende le elezioni per il seggio senatoriale della California di quest’anno interessanti? È la sfida interna che ripropone la battaglia per l’anima del Partito Democratico iniziata nel 2016, che a livello federale ha raggiunto il punto più caldo nella sfida tra Hillary Clinton e Bernie Sanders.

Dal 2011 la California adotta un nuovo sistema elettorale per le primarie, si chiama ‘jungle primary’ e oltre alla California è in vigore soltanto in Louisiana e nello Stato di Washington. In questo sistema, tutti i candidati di tutti i partiti si sfidano in un’unica competizione elettorale, i due candidati più votati si sfidano poi nelle elezioni vere e proprie. Le primarie per questo turno elettorale si sono svolte il 5 giugno e i due candidati più votati sono risultati la Senatrice uscente Dianne Feinstein e il membro del Senato statale della California Kevin de Leon, entrambi democratici.

Dianne Feinstein è una figura centrale della politica americana degli ultimi decenni, una personalità di riferimento per il Partito Democratico. Nata e cresciuta a San Francisco in una famiglia ebrea di origini tedesche e polacche, dopo la laurea in storia a Stanford ottenuta nel 1955 si è dedicata attivamente alla politica e al sociale per oltre un decennio e nel 1969 è stata eletta nel San Francisco Board of Supervisors. Nel 1978 divenne Presidente del San Francisco Board of Supervisors e pochi mesi dopo si trovò a gestire uno dei momenti più drammatici della storia della città, l’assassinio del Sindaco George Moscone e del supervisor Harvey Milk, la prima persona omosessuale eletta nelle istituzioni nella storia degli Stati Uniti. Nei giorni successivi all’omicidio Dianne Feinstein subentrò a George Moscone e divenne Sindaco di San Francisco, carica per la quale fu rieletta fino al 1988 nonostante fosse un’esponente centrista nella città più di sinistra degli Stati Uniti. Nel 1992 è stata eletta in Senato e negli anni ha conquistato un ruolo di primo piano su diversi fronti. È stata ad esempio Presidente della Commissione speciale sui Servizi d’Intelligence del Senato dal 2009 al 2015 e sotto la sua guida la commissione ha redatto un report di oltre 6.000 pagine sulle torture messe in atto dalla CIA negli anni successivi agli attacchi dell’11 settembre 2001. Amica e sostenitrice di Bill e Hillary Clinton, nel 2008 Dianne Feinstein è stata la figura chiave della riconciliazione tra Hillary e Barack Obama.

Kevin de Leon è invece un’esponente dell’ala più a sinistra del Partito Democratico. Nato a Los Angeles da una famiglia di origine messicana e cinese, è cresciuto a San Diego per poi tornare a Los Angeles in età universitaria. Dopo una lunga esperienza nel sociale e come community organizer, nel 2006 è eletto nell’Assemblea Statale della California e nel 2010 nel Senato Statale. Ha deciso di sfidare Dianne Feinstein perché sostiene che il suo profilo centrista non rifletta più la realtà della California, che chiede una linea politica più progressista.

La candidatura di Dianne Feinstein è sostenuta dalla quasi totalità dell’establishment federale del Partito Democratico, tra cui Barack Obama, Joe Biden, Hillary Clinton e Kamala Harris, oltre che dal Governatore della California Jerry Brown. Kevin de Leon ha invece ottenuto l’endorsement del Partito Democratico della California e di Tom Steyer, il principale finanziatore dei democratici a livello federale. La media dei sondaggi al momento dà in vantaggio Dianne Feinstein con un solido margine di oltre 15 punti percentuali. Se fosse rieletta si confermerebbe membro più anziano del Senato e terminerebbe il mandato nel 2024 a 91 anni.

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