Valle d’Aosta, la sfida delle elezioni regionali

Valle d’Aosta, la sfida delle elezioni regionali

Dopo una legislatura caratterizzata da innumerevoli dimissioni e numerosi cambi di maggioranza, la Valle d’Aosta si appresta ad andare al voto domenica 20 maggio. La peculiarità della situazione politica valdostana è quella di essere stata caratterizzata da anni di governo autonomista. La principale forza politica regionale dal dopoguerra, che ha espresso anche grandi personalità accademiche del calibro di Federico Chabod, è sempre stata l’Union Valdotaine con la formula “ni à gauche ni à droite” (né a destra né a sinistra), che si proponeva come un’alternativa autonomista alla Democrazia Cristiana. Con la fine della Prima Repubblica, questa egemonia autonomista non è venuta a meno: l’Union ha governato con poche interruzioni attraverso coalizioni con quei partiti nazionali che esprimevano, a seconda delle legislature, la maggioranza di governo.

Tuttavia, a partire dai primi anni 2000, fratture interne all’Union hanno fatto sì che nascessero nuovi movimenti autonomisti, alternativi alla proposta unionista. Da allora il fronte autonomista si è frammentato anche a causa di diversi scandali dovuti a infiltrazioni mafiose e corruzione nella pubblica amministrazione.

Le elezioni politiche del 4 marzo hanno sconvolto il tradizionale scenario valdostano: i partiti autonomisti sono riusciti a ottenere solo il seggio al Senato, mentre il seggio alla Camera è andato al Movimento Cinque Stelle, facendo della Valle d’Aosta l’unica regione del Nord Italia a vedere il M5S superare i consensi della coalizione di centrodestra. La Direzione del Partito Democratico della Valle d’Aosta si è espressa per una corsa elettorale regionale in solitaria e così hanno fatto tutti i partiti, ad eccezione di Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Il programma del PD per queste elezioni regionali mette al centro i reali bisogni della Regione e dei suoi cittadini, auspichiamo che il coraggio e la serietà del Partito Democratico vengano premiati e che non siano le formazioni euroscettiche e populiste a prevalere.

 

AUTORI: Laurent Bionaz e Filippo Machado

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