Adozioni: una riforma per un sistema più accessibile ed equo

Adozioni: una riforma per un sistema più accessibile ed equo

In linea con la nostra cultura progressista, crediamo nell’eguaglianza di tutte le tipologie di famiglia e ci impegniamo affinché siano equiparate a livello normativo.

Il Partito Democratico propone nel suo programma per le elezioni politiche del 4 marzo una riforma complessiva dell’istituto dell’adozione. Noi FutureDem siamo assolutamente favorevoli a questa proposta che consentirà di adeguare il nostro ordinamento all’evoluzione della società. Auspichiamo infatti un’apertura alle coppie unite civilmente, alle coppie conviventi e a coloro che da single intendono divenire famiglia, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.

La famiglia è la formazione sociale in cui c’è amore, che sia eterosessuale, omosessuale, legata da un vincolo matrimoniale o meno. Tante famiglie italiane che desiderano offrire a un bambino la possibilità di crescere in una casa amorevole sono vittime del giogo della burocrazia, degli elevati costi che è necessario sostenere, del bigottismo conservatore delle disposizioni che regolano la procedura. Questo ha determinato negli ultimi anni un forte calo del numero delle nuove pratiche per l’adozione nel nostro Paese.

L’associazione Ai.Bi, ente che si occupa di adozioni internazionali, afferma che il numero di aspiranti genitori che si rivolgono a loro continua ad aumentare, prova che gli italiani vogliono continuare ad adottare, ma sono disincentivati a farlo in Italia.

Nel 2016 sono state presentate 8.305 domande di disponibilità all’adozione, ben 702 coppie in meno si sono dette disponibili rispetto al 2015 (-7,8%) e la serie è impressionante: nel 2001 erano 12.901, salite fino alle 16.538 nel 2006 e poi in calo costante. Rispetto a quel picco massimo di dieci anni fa, il numero è esattamente dimezzato.

Non si può più aspettare: la stragrande maggioranza dei minori che superano i 10 anni entra in una fascia d’età difficilmente adottabile, poiché l’inserimento in un nuovo nucleo familiare diventa più complicato. Ogni bambino ha il diritto di crescere in una famiglia ed è necessario che lo Stato sia di sostegno a coloro che scelgono di diventare genitori.

La banca dati relativa ai minori dichiarati adottabili e ai coniugi aspiranti all’adozione nazionale e internazionale, prevista dall’articolo 40 della legge n. 149 del 28 marzo 2001, è stata finalmente resa disponibile a tutti i 29 tribunali per i minorenni, solo grazie a una sentenza del Tar del Lazio che ha obbligato il Ministero della Giustizia a istituirla. La banca dati dovrebbe permettere di incrociare le caratteristiche dei bambini adottabili e delle coppie disponibili ad adottare su tutto il territorio nazionale, provando così a realizzare il migliore abbinamento possibile per ciascun bambino.

La disciplina sulle adozioni attualmente in vigore stabilisce che in Italia possono adottare un minore solo le coppie eterosessuali regolarmente sposate da almeno tre anni (nei tre anni possono essere conteggiati eventuali periodi di convivenza precedente al matrimonio, purché siano dimostrabili). Tra genitori adottivi e figli adottati la differenza di età non deve essere inferiore a 18 anni, né superiore a 45 anni per un genitore e 55 per l’altro. Tuttavia, questo limite può essere derogato se i coniugi adottano due o più fratelli o se hanno un figlio minorenne naturale o adottivo. Non possono invece adottare un figlio le coppie di fatto eterosessuali o omosessuali, le coppie unite civilmente e le persone single. Inoltre, i coniugi che vogliono adottare un bambino devono dimostrare di non essere separate e di essere in grado di mantenere economicamente il minore.

Superato lo scoglio dell’idoneità all’adozione, la coppia deve dimostrare, fra l’altro, un contesto familiare allargato di pronta accettazione e accoglienza del minore. Nella verifica di questi requisiti bisognerebbe però ricordarsi che famiglia è appunto innanzitutto amore. La famiglia, quando parliamo di adozioni, è quel luogo in cui chi decide di diventare genitore diventa responsabile di un bambino o una bambina che attende di essere accolto, cresciuto, educato, protetto e amato. Non esistono famiglie perfette. Esistono invece moltissimi potenziali genitori pronti ad andare incontro a qualunque avversità per i loro figli. L’adozione non può essere un privilegio delle coppie sposate eterosessuali.

Chi da anni convive ed è coppia di fatto, chi si è unito civilmente (non sposato perché in Italia, purtroppo, le coppie omosessuali non possono ancora sposarsi), chi singolarmente decide di formare una famiglia. Lì dove c’è amore. La selezione dovrebbe ruotare intorno alla capacità di essere genitore, non intorno al pregiudizio nei confronti del tipo di famiglia richiedente, nel quadro di una burocrazia celere, intelligente ed economicamente sostenibile.

 

AUTORE: Alba Bellofiore

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