Con ‘Resto al Sud’ e ‘Banca delle terre agricole’ fare impresa nel Mezzogiorno sarà di nuovo possibile

Con ‘Resto al Sud’ e ‘Banca delle terre agricole’ fare impresa nel Mezzogiorno sarà di nuovo possibile

Il Governo scommette finalmente sul Mezzogiorno. La ‘questione meridionale’, tematica accantonata e messa da parte per quasi trent’anni, torna oggi al centro dell’agenda politica e lo fa puntando sul vero motore del cambiamento, i giovani, fornendo loro gli strumenti affinché ognuno possa realizzare i propri sogni e le proprie speranze nella sua terra di origine.

La sfida per il rilancio del Sud può e deve passare per l’autoimprenditorialità, ossia per uno sviluppo autonomo e una crescita economica autopropulsiva. Un fattore chiave nel paradigma dello sviluppo del sistema produttivo dovrà essere necessariamente il capitale umano, in particolare in riferimento a quei giovani con le caratteristiche per competere in un’epoca sempre più dinamica, vale a dire competenti, con mentalità multitasking e cresciuti di pari passo con l’innovazione tecnologica.

‘Resto al Sud’ e ‘Banca delle Terre agricole’ rappresentano un’occasione eccezionale per tutti quei giovani meridionali che vogliono fare impresa, due misure efficaci per il contrasto al fenomeno dello spopolamento dei borghi e per il rilancio dell’economia del Mezzogiorno.

Resto al Sud ha un obiettivo molto chiaro: favorire la nascita di nuove micro e piccole imprese nel Sud Italia per sostenere e rilanciare la crescita economica. Si tratta di un intervento che vuole dare concretezza alle idee delle nuove generazioni incoraggiandole a realizzare strategie imprenditoriali. L’incentivo, introdotto dal Decreto Mezzogiorno, ha una dotazione finanziaria complessiva di 1.250 milioni di euro e, secondo stime del Ministero per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, aiuterà circa 100 mila ragazzi ad intraprendere la carriera imprenditoriale e trovare occupazione nel Sud Italia. È previsto un contributo di 50 mila euro per singolo soggetto, che può estendersi fino a 200 mila euro in caso di società costituite da quattro persone, di cui il 35% a fondo perduto e il restante 65% da restituire in otto anni a tasso zero.

Fondamentale per ottenere il contributo è avere un’idea vincente e obiettivi ben precisi, sapendo che le parole chiave per competere nel mercato odierno sono: digitalizzazione, innovazione e internazionalizzazione.

L’altra iniziativa di rilievo è la Banca delle terre incolte che mira a far incontrare la domanda e l’offerta di terreni agricoli inutilizzati per promuovere la nascita di nuove imprese agricole giovanili. I primi 8 mila ettari di terreni sono già fruibili, chiunque può accedere al sito www.ismea.it e avviare la ricerca. La misura favorisce il ricambio generazionale contribuendo allo sviluppo del settore agricolo, perché molti giovani già impegnati in imprese agricole stanno cominciando ad investire anche in tecnologia e innovazione.

Questi due provvedimenti sono fondamentali perché si inseriscono in un contesto caratterizzato da dati drammatici sulla disoccupazione giovanile e sulla fuga dei cervelli e perché attestano la volontà di un supporto concreto del governo alla realizzazione di idee e progetti, andando a sfruttare tutte quelle capacità ancora inespresse dei giovani meridionali, evitando che questi per realizzare a pieno il proprio potenziale debbano emigrare lontano dai luoghi natii.

C’è ancora un enorme margine di sviluppo nella competizione globale che deve essere sfruttato.

È indispensabile intraprendere un più efficace percorso di sviluppo in grado di valorizzare i tanti elementi positivi presenti nel Meridione, tuttavia per farlo nel modo corretto è necessario un cambio di mentalità. I fondi strutturali da soli non sono sufficienti: sarà imprescindibile adottare comportamenti collaborativi e cooperativi che possano mettere a sistema gli incentivi in un tessuto sinergico. Deve essere riscoperto il valore della comunità, puntando sui valori più che sugli strumenti, in un’ottica di condivisione tra le persone e non più di approccio burocratico; occorre guardare ai bisogni della comunità per costruire modelli coerenti di sviluppo del territorio.

Deve essere ad ogni modo costante e continuativo l’impegno a potenziare le infrastrutture, stradali e ferroviarie ma anche digitali, a investire nell’edilizia scolastica e a sviluppare lo strumento dell’alternanza scuola-lavoro al fine di promuovere la cultura d’impresa. Solo mettendo a sistema questi strumenti si potrà raggiungere un effettivo rilancio del mezzogiorno.

È l’ora di rimboccarsi le maniche, le prospettive di crescita ci sono, sta ai giovani meridionali decidere di sfruttare appieno queste opportunità e far finalmente emergere il forte potenziale economico ancora inespresso del Mezzogiorno.

È finalmente arrivato il momento di dare concretezza alle nostre idee, coraggio!

 

AUTORE: Vittorio Ciarcia

Leave a Reply

Your email address will not be published.