Diario degli Amministratori – Campania

Diario degli Amministratori – Campania

Questa settimana, scrive una nuova pagina del Diario degli Amministratori Antonio Gentile, nostro socio e Consigliere comunale del Comune di Sapri, una piccola cittadina in provincia di Salerno, a pochi chilometri dalla Basilicata.

Ciao a tutti, sono Antonio Gentile, ho 34 anni e dal 2007 ricopro la carica diConsigliere comunale del Comune di Sapri, l’ultimo Comune della Regione Campania, l’ultimo Comune della Provincia di Salerno, l’ultimo Comune arrivando da Nord!IMG_2146
Cicerone amò definirla“parva gemma maris inferi”, qualcun altro preferisce ricordarla come luogo dello sbarco della sfortunata spedizione di Carlo Pisacane.
Vi starete chiedendo cosa c’entra con la mia esperienza amministrativa questa lezioncina neanche troppo precisa su Sapri, un paesino di circa 7000 abitanti!
Una domanda lecita, ma ricordate che ogni amministratore deve conoscere alla perfezione il proprio territorio, la propria storia, la propria gente, se vuole essere pronto a programmarne il futuro.
Un buon amministratore deve essere necessariamente anche un buon politico che conosce le regole del gioco, che è cosciente della proprie responsabilità, che parla con tutti e che sa’ anticipare il futuro.
Sono la passione e la preparazione che ci fanno amministratori. La moralità e l’onestà sono condizioni necessarie ma non sufficienti e come tali non sono e non devono essere motivo di vanto.
Mentre scrivo queste brevi considerazioni, sto guardando il film della RAI dedicato al “Sindaco Pescatore”.
Per vicinanza territoriale e appartenenza di partito ho conosciuto Angelo Vassallo, ed è per questo che ho deciso di non parlarvi del mio primo mandato da consigliere di maggioranza,  interrottosi bruscamente con le dimissioni “ultra dimidium” del Consiglio Comunale, e del secondo da consigliere di minoranza, rilegato nelle poche competenze rimaste in capo al Consiglio, ma piuttosto di chi è per me un buon amministratore. Senza annoiarvi con citazioni e dottrina.
Pur se tecnicamente il nostro testo di riferimento principale è il TUEL, per la definizione di amministratore spesso mi rifaccio al codice civile mutuandone l’art. 2392, che prescrive per un amministratore “la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle loro specifiche competenze”.
Lungi da me pensare che un buon amministratore debba essere una sorta di tecnocrate. Nel nostro caso, la “natura dell’incarico” è l’essere amministratore,  la “specifica competenza” è la visione di futuro del territorio che amministriamo.
Quante volte nei consigli avete sentito dire “ho usato la diligenza del buon padre di famiglia”? Anche questa frase è di derivazione codicistica ma, oggi, appare limitata e arrendevole.
Sappiamo che non può più bastare “la diligenza del buon padre di famiglia” e allora puntiamo in alto e parliamo di “natura dell’incarico” e delle “specifiche competenze”.
Tenendo ben presenti questi due assunti dobbiamo quindi partire dalle politiche sociali, dall’ambiente, dal rendere giuste e eque le politiche di bilancio, dall’incentivare l’economia e l’occupazione, dal mettere a sistema le nostre piccole realtà, dal salvaguardare le eccellenze, dal dichiarare guerra agli sprechi ma per farlo dobbiamo studiare tanto, conoscere gli strumenti per potenziare la propria autonomia finanziaria, conoscere alla perfezione le regole del gioco, restare umani, ascoltare tutti e infine avere la capacità di anticipare il futuro.
Ecco, non vi ho parlato di cosa ho fatto perché ho ancora tanto da fare. Adelante!

AUTORE: Antonio Gentile
RESPONSABILE RUBRICA: Francesca Caggianese
 Team Comunicazione – Diario degli Amministratori

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