Tornare alle origini per guardare al futuro

Tornare alle origini per guardare al futuro

C’è un incantesimo misterioso e affascinante nel momento in cui si fonda qualcosa. Quando si approda in una realtà senza essere stati tra i suoi creatori, specialmente all’inizio ci si sente spesso incapaci di comprendere pienamente quella scintilla originaria ed è per questo che l’incontro con le persone che, con sacrificio e immensa capacità di visione, hanno dato avvio all’avventura cui intendiamo prender parte è così importante: ci riconnette con una storia passata e ci indica la rotta per il futuro.

La lezione di Walter Veltroni nel corso del quarto appuntamento della Scuola di Partito “Pier Paolo Pasolini” era intitolata “Le origini culturali del PD” e ha dato a noi partecipanti una nuova prospettiva per leggere il nostro impegno politico nella comunità a cui abbiamo scelto di appartenere. Il Partito Democratico ha una storia ben più lunga dei dieci anni che sta per festeggiare. Una storia che ha le sue radici nell’esperienza della Resistenza, si estende per tutta la durata della guerra fredda e sopravvive alle macerie del muro di Berlino. Una storia fatta di grandi nomi che si sono avvicendati sulla scena politica italiana, così come di piccole meravigliose vicende personali di militanza e impegno. Come ha sottolineato Veltroni, la casa a cui abbiamo deciso di dedicare la nostra passione e il nostro entusiasmo non è la realizzazione del compromesso storico, bensì il concretizzarsi del sogno di costruire un grande partito riformista di massa: il primo partito del nuovo millennio.

Un partito che coinvolge persone accomunate da un medesimo sistema valoriale e le porta a vivere quella che è innanzitutto la straordinaria esperienza dello stare assieme. Per questo nel DNA del Partito Democratico c’è una grande attenzione ai suoi militanti e alla loro formazione.

Andrea De Maria, nel corso della sua introduzione ai lavori, si è soffermato su una delle funzioni fondamentali della formazione politica: quella di avvicinare nuove persone alla cosa pubblica. Una scuola di partito che approfondisce i temi dell’attualità e che dà ai partecipanti gli strumenti per comprendere le metamorfosi sempre più rapide e complesse del mondo in cui viviamo può davvero essere la ragione per la quale un giovane oggi decide di iscriversi al PD. Tuttavia la formazione è soprattutto il mezzo principale per permettere a un partito di portare avanti le battaglie per le quali è nato, contribuendo alla creazione di una classe dirigente rinnovata e competente.

La sinistra si batte da sempre per i diritti, affinché in ogni cittadino maturi la consapevolezza che “tutti gli uomini sono stati creati uguali”, come recita la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti e come hanno ricordato Ivan Scalfarotto e Silvia Fregolent nel corso della lezione che hanno tenuto sui temi della questione femminile e delle nuove famiglie. I governi di centrosinistra negli ultimi anni hanno avuto il coraggio di vincere sfide importanti su questi fronti e l’arduo percorso parlamentare che ha portato all’approvazione della legge sulle unioni civili ne è la prova più significativa.

Missione fondamentale del nostro campo politico è quella di ridurre il più possibile le diseguaglianze che affliggono la società: nonostante la strada da percorrere sia ancora molto lunga, provvedimenti come il disegno di legge Cirinnà hanno avuto il grande merito di aver reso l’Italia un Paese un po’ più giusto.

Sono giornate di formazione come questa che ci ricordano la bellezza e la vastità del patrimonio di valori, idee ed energie che il nostro Partito possiede. Ed è di questa storia e di questa ricchezza che dobbiamo provare a essere all’altezza.

14 Settembre 2017

Da “Democratica

https://www.democratica.com/opinioni/tornare-alle-origini-guardare-al-futuro/

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