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#SCHENGENERATION

Come ogni settimana torna #Schengeneration, la nostra rubrica dedicata alle principali notizie che riguardano l’Unione Europea. Questa settimana parleremo di CETA, migranti e legge di stabilità.

CETA

La settimana scorsa in questi giorni, la situazione per quanto riguarda il trattato di libero scambio col Canada, stava cadendo in farsa tragica: un trattato sostenuto da tutti e 28 i governi dei paesi membri bloccato da una regione autonoma del Belgio, la Vallonia, che in virtù dell’ordinamento fortemente autonomista del paese, ha diritto di veto sulla firma dei trattati internazionali. Fortunatamente sembra essere stata raggiunta un intesa tra il governo di Bruxelles e il premier Vallone, la decisione definitiva spetterà ai quattro parlamenti del Belgio che stanno deliberando proprio in queste ore. Tuttavia lo stallo di questa settimana ha dimostrato quanto le istituzioni europee siano fragili e per nulla in grado di garantire una linea comune, nemmeno se sostenuta a larghissima maggioranza (la Vallonia rappresenta circa lo 0,7% dell’intera popolazione europea).

Legge di bilancio Italiana e contrasti con l’Europa

Dopo i toni aspri degli scorsi giorni da parte del Governo Italiano nei confronti dei rappresentati dell’Unione (Il Presidente del Consiglio Renzi è arrivato a minacciare un veto del nostro paese sul bilancio europeo), la situazione sembra essersi temporaneamente calmata dopo la risposta del Ministro Padoan alla Commissione secondo cui la manovra sarebbe perfettamente in regola con quanto stabilito dai regolamenti finanziari europei stante la flessibilità i sismi e l’emergenza migratoria di quest’anno (previste, secondo il governo Italiano, dai regolamenti stessi).  

Migranti

Nonostante quest’anno si registri una notevole riduzione del numero di partenze di migranti (per ora circa 320.000 contro i 1.015.000 dell’anno scorso), si sta rilevando un numero (per altro non certo a causa dei dispersi e della mancanza di informazioni sulle partenze) decisamente superiore di vittime, circa 4000. Questo è dovuto a più fattori: innanzitutto, la chiusura della rotta balcanica ha costretto i disperati a preferire rotte sensibilmente più pericolose (sopratutto il canale di Sicilia). In secondo luogo il numero di bambini in viaggio sui barconi sta aumentando (20.000 circa, contro i 16.000 dell’anno scorso). Infine i trafficanti sembra utilizzino barche sempre più fatiscenti per massimizzare i guadagni. La gestione dell’accoglienza, seppure il numero di migranti è inferiore al 2015, resta un problema in quanto molti dei paesi membri si stanno opponendo con molto vigore alla redistribuzione, redistribuzione che comunque procede a rilento anche con i paesi che si sono detti disponibili.

Cristiano Coletta

Team Comunicazione – #Schengeneration

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