Parola chiave: #Meritocrazia

Trascrizione dell’intervento di Domenico De Rose alla Leopolda 2013.

Mi chiamo Domenico. Ho 24 anni, da luglio sono un medico. Premetto che per studiare medicina in Italia, ho superato un test d’ammissione molto selettivo. Eravamo in 70mila, per solo 7mila posti in tutta Italia.
Dopo la laurea, per lavorare però bisogna fare la specializzazione. Qual è il problema? I posti sono sempre meno, e il concorso attuale NON è trasparente.
Si crea un imbuto in cui rimangono intrappolati migliaia di giovani medici. I posti da specializzando diminuiscono infatti sempre più perché NON CI SONO SOLDI. L’anno scorso, per circa 10mila persone i posti disponibili erano 4500. Per quest’anno si stimano SOLO 2800 posti.
Creando 7mila giovani medici PRECARI ogni anno, che devono aspettare un altro anno per ripetere il concorso. E cosa si fa durante questo anno? Si lavora GRATIS nel reparto dove si vuole entrare, in un sistema, fatto di raccomandazioni, ricatti ed omertà che vige in ogni città d’Italia, ve l’assicuro. Si dice: stai zitto che entri tu l’anno prossimo, ma non è una certezza. Un sistema dove veniamo giudicati dagli stessi professori per cui lavoriamo “volontariamente” secondo voi? Un prof. di Cardiologia della Sapienza ha detto che preferisce “montare il cavallo che si conosce”, e il concorso è solo una formalità.

Il min. Carrozza ha, per fortuna, accolto le richieste del Comitato Pro Concorso Nazionale, di cui faccio parte, e posto le basi per un cambiamento con un nuovo concorso non più locale a livello dei singoli atenei, ma nazionale e meritocratico, come esiste da anni negli altri paesi europei, con una prova oggettiva e NON UN TEMA a cui il professore può dare un giudizio soggettivo facendo entrare spesso, nella propria scuola, il figlio del collega o il ragazzo che gli ha fatto da autista o segretario per anni. Spero in Parlamento non saranno aggiunti cavilli che i baroni possano aggirare di nuovo. Perché non devono esserci più solo “figli di” o “schiavetti” a fare i cardiologi, i pediatri, gli oculisti, ma medici preparati.

Ne va del futuro della Sanità Italiana. Mi è stato detto: è un problema di nicchia, NO! Non auguro a nessun genitore di portare il proprio bambino che sta male da chi è diventato pediatra perché raccomandato, né auguro a NESSUNO DI NOI di essere operato da un chirurgo che, durante la specializzazione, si occupava degli appuntamenti del prof che l’ha fatto entrare anziché diventare autonomo nell’esecuzione di quell’intervento.

Bisogna applicare davvero la MERITOCRAZIA anche in questo concorso, così che i POCHI posti disponibili, pagati con i soldi di tutti noi, non siano più assegnati a tavolino, ma STUDIANDO!

I posti per gli specializzandi però sono comunque TROPPO POCHI: devono essere aumentati! Non si risolverà il problema solo con il concorso nazionale. E’ necessario uno stanziamento extra. Siamo i medici di domani, il paese DEVE investire su di noi.

Se le prospettive attuali non cambieranno, penso proprio di andare all’estero. Chi me la fa fare, infatti, a lavorare gratis per anni per potermi specializzare, mentre all’estero guadagnerei da subito e pure di più? Quando qui chi dovrebbe insegnarmi qualcosa, preferisce invece avermi a disposizione come segretario, mentre all’estero se non fai un tot di procedure/interventi all’anno sei fuori dal programma? Purtroppo, o per fortuna, amo questo paese, e ho scelto di fare il medico per aiutare gli altri. Non rincorro il guadagno altrimenti sarei già scappato all’estero. Solo quando verrà finalmente applicata la meritocrazia anche in Italia, potrò avere la soddisfazione di salvare o migliorare la vita di qualcuno QUI. Ma non devono esserci più TAGLI sulla formazione dei GIOVANI medici come me.

Io penso che le cose debbano essere cambiate e possano cambiare. Ed è per questo che da mesi combatto per avere l’opportunità di diventare un medico migliore, in Italia e non all’estero.

Domenico De Rose

FutureDem

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