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Non lasciate scappare i giovani medici

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I giovani medici italiani scendono in piazza, a Roma, per la seconda volta in un mese,
domani 12 dicembre 2013, non essendo stati ascoltati dal Governo. Ad organizzare la manifestazione è il Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM), con l’adesione del Comitato Pro Concorso Nazionale e di Federspecializzandi. I neolaureati in medicina chiedono al Governo e al Parlamento di non tagliare, bensì aumentare gli investimenti nel settore della formazione post-laurea. Senza una specializzazione o il corso triennale di medicina generale, infatti, non è possibile lavorare all’interno del SSN. Il paradosso è questo: perché non permettere a coloro che sono già medici di completare la propria formazione e poter quindi lavorare, visto che lo stato ha già speso dei soldi nel corso dei sei anni di studio? E’ inutile spendere soldi per formare medici, e poi, non trovando i soldi per gli specializzandi, obbligarli ad emigrare all’estero per ottenere il titolo finale necessario per lavorare.

Il fabbisogno annuo di specializzandi è di 8000 unità circa; nel 2012 i contratti stanziati sono stati 5000, nel 2013 persino 4500. Ogni anno quindi, si accumulano medici che aspettano di entrare in specializzazione, tra i neolaureati e gli esclusi degli anni precedenti (esclusi spesso non per demerito, ma per il sistema marcio vigente nei policlinici italiani dove i direttori possono fare il bello e il cattivo tempo a proprio piacimento, scegliendo non sempre i candidati più preparati; in quest’ottica rappresenta una ventata di meritocrazia il nuovo concorso nazionale, introdotto dal min. Carrozza, che dovrebbe partire proprio dal 2014).

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Per l’a.a. 2013/2014 i contratti previsti sono solo 2000 al momento, e saranno tali anche per il 2015 e il 2016. Ci sarà un esubero di giovani medici “esodati”, permettetemi il termine perché non potranno lavorare: nel 2014 saranno circa 8mila, nel 2015 circa 15 mila, nel 2016 circa 22 mila.

Ugualmente inaccettabile la scarsa considerazione per un settore strategico, quello della medicina generale, per cui ogni anno lo stato concede solo 800 posti e non riconosce come scuola di specializzazione (infatti i medici frequentanti il corso di medicina generale percepiscono circa 890 euro al mese, mentre i medici specializzandi 1800 al mese).

Tale situazione di disagio sta diventando sempre più un incentivo per partire, per abbandonare l’Italia, per migliaia di giovani medici: perché aspettare anni per potersi specializzare in Italia, anziché partire e specializzare subito?

Eppure sono previsti ingenti pensionamenti nei prossimi anni: l’Enpam prevede che 25 milioni di italiani non avranno a disposizione un medico tra 10 anni. Ad esempio i pediatri sono in via di estinzione, ma i posti da specializzando in pediatria sono circa 300 all’anno in tutto il paese, con i numeri di quest’anno saranno meno della metà. Perché non si opera una programmazione seria ed efficiente?

I giovani medici chiedono che, all’interno del DDL Stabilità, vengano subito accolti gli emendamenti riguardanti l’aumento del numero di contratti di formazione specialistica: servono almeno 100 milioni di euro per garantire almeno 5000 specializzandi all’anno (il fabbisogno sarebbe di addirittura 8000) e altrettanti per garantire la formazione di un numero adeguato di medici di medicina generale. Questa è un’emergenza: migliaia di neolaureati saranno costretti a partire per l’estero, e lo stato avrà speso inutilmente soldi per trasformarli in medici.

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E’ pungente la campagna ideata dal Comitato Pro Concorso Nazionale, con dei biglietti aerei-facsimile di sola andata per l’estero per i giovani medici, che si trasformeranno in biglietti reali se non si porrà prontamente argine a tale situazione catastrofica.

I tagli devono riguardare i settori improduttivi, e non la formazione dei nuovi medici. I Future Dem si associano alle richieste nate dal disagio di migliaia di giovani medici e chiedono che tali coperture vengano prontamente trovate. La formazione dei nuovi medici non è uno spreco, ma un investimento per il futuro: è un diritto dei cittadini di domani avere un medico a disposizione, è un diritto dei giovani laureati di oggi potersi formare in Italia e diventare autonomi come medici specialisti di domani.

Domenico De Rose

FutureDem

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di FutureDem tempo di lettura: 3 min
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