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LUOGHI D’ITALIA – LAZIO

 

Prosegue il nostro viaggio con la rubrica Luoghi d’Italia. A partire da questa settimana, e per le prossime due, scopriremo insieme il Lazio. Partiamo oggi con la città di Viterbo e la Tuscia, l’area del Lazio settentrionale che unisce Roma alla Toscana meridionale.

Viterbo, città capoluogo del territorio del Lazio chiamato ‘Tuscia’, è una città di origine etrusca.
Il suo nome “Vetus Urbs” significa “Città Vecchia”, perché Viterbo crebbe e fiorì in epoca medievale. Fu segnata dalle lotte intestine tra guelfi e ghibellini che si conclusero solo con il fallito assedio alla città dell’imperatore Federico II, la cui sconfitta nel 1243 segnò l’inizio della storia filo-papale della città.
Sempre in questi anni ci fu un altro avvenimento che avrebbe segnato le sorti di Viterbo. Papa Alessandro IV decise, a causa delle lotte a Roma, di trasferire la sede papale nella piccola cittadina. Ed è proprio qui che nel 1268 nasce la modalità di elezione dei Papi che noi conosciamo: il conclave. Trascorsi inutilmente venti mesi durante i quali i cardinali, chiusi a palazzo dei Papi, non riuscivano a scegliere il nuovo capo della Chiesa di Roma, i cittadini esasperati li chiusero a chiave nella sala principale, scoperchiando il tetto e concedendo da mangiare solo pane e acqua. Fu così che dopo ben 1006 giorni fu eletto Papa Gregorio X. Non molto tempo dopo però i Papi abbandonarono la città per rifugiarsi a Orvieto, ma Viterbo rimane insieme a Roma ed Avignone una delle tre città al mondo sede dell’autorità pontificia.
Scorre poi rapidamente la storia di questa cittadina, caratterizzata, nel corso dei secoli, da una grande tradizione contadina e segnata da un atteggiamento di chiusura nei confronti del mondo circostante. Di cultura conservatrice, è solo nell’ultima parte del secolo che la città inizia ad aprirsi al mondo, soprattutto su impulso dell’Università della Tuscia, fondata nel 1979, diventata oggi un’ eccellenza tra gli atenei  italiani di piccole dimensioni.
Cresce e si sviluppa, anche grazie alle numerosi iniziative culturali nate di recente: Tuscia Film Fest, Quartieri dell’Arte, Tuscia Opera Festival ma soprattutto Caffeina: manifestazione cultuale caratterizzata dalla presentazioni di libri, di vario genere e natura, svolte dagli stessi autori più o meno famosi che, nell’arco di dieci giorni all’inizio dell’estate, animano le più belle piazze della città, soprattutto in quelle situate nel cuore del quartiere medievale di San Pellegrino.macchina-santa-rosa
Ma è il trasporto della Macchina di Santa Rosa (dal 2015 Patrimonio dell’Unesco, presente anche ad EXPO) l’evento più importante della tradizione viterbese. Ogni anno la sera del 3 settembre più di 100 uomini ( i facchini) portano in spalla per le vie del centro storico un campanile alto fino a 30 metri, sulla cui cima svetta la santa dei viterbesi. E’ un tripudio di emozioni assistere al suo passaggio, vedere i facchini che al grido di “Sollevate e fermi!” portano la macchina fino alla salita del monastero di Rosa.
Sono di meraviglia e stupore le emozioni suscitate ai turisti che camminano per le vie del quartiere medievale, che osservano le tante fontane e le numerose chiese e che forse si chiedono perché mai una così bella città sia ancora così poco conosciuta.
L’area del viterbese, è inoltre conosciuta per la tradizione enologica, dall’aleatico di Gradoli all’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, nonché per la presenza di necropoli etrusche a Vulci e Tarquinia, dove sarebbero nati gli ultimi tre re di Roma, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo. Una delle tappe obbligate in zona è sicuramente Civita di Bagnoregio, detta ‘la città che muore’, un borgo medievale sospeso sui calanchi e indicato come uno dei più belli d’Italia.
Nonostante la vocazione fortemente agricola, la provincia viterbese si distingue anche per dei primati interessanti a livello energetico: con 380 megawatt (MW) di potenza installata a fine 2014, la provincia di Viterbo è nella top ten a livello italiano per la produzione di energia fotovoltaica, grazie soprattutto alla centrale solare di Montalto di Castro, la piú grande al mondo fino al 2010. Anche l’eolico fa la sua parte, con 42 MW generati da ventuno pale ben integrate nel panorama del lago di Bolsena, il piú grande lago vulcanico d’Europa. La sfida per una generazione al 100% rinnovabile è completata dalla presenza di geotermico nella zona, di cui finora turisti e residenti hanno beneficiato grazie alle stazioni termali, utilizzate fin dai tempi romani e nominate da Dante nella Divina Commedia.


AUTORI: Giorgia Gasbarri e Lorenzo Grande
RESPONSABILI RUBRICA: Nicoletta Petrillo e Francesco Volpe
                                             
Team Comunicazione FutureDem – Luoghi d’Italia

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