L’Europa e l’amico paranoico

Europa e Stati Uniti ne hanno passate tante. Eravamo amici; poi abbiamo litigato, era colpa nostra, lui ci ha fatto rinsavire a forza di schiaffi, e ci ha fatto bene. Assieme formiamo il Mondo Occidentale, ricordiamocelo, è imporante.
Ça va sans dire, la vediamo diversamente sotto alcuni aspetti: magari il capitalismo non è il miglior sistema economico che si possa immaginare, e magari la sanità andrebbe nazionalizzata senza troppe manfrine, con buona pace dei repubblicani. Ma noi, dalla nostra, abbiamo la saggezza che deriva dall’età. Loro sono ancora così giovani. E poi ammettiamolo, anche noi abbiamo i nostri, di difetti.

Certo che, il nostro amico più giovane, ogni tanto sembra sia un po’ paranoico. È sempre in ceca di nuovi nemici, anche dove non ce ne sono.
Lo scandalo Snowden non solo non accenna a fermarsi, ma si allarga a macchia d’olio sempre di più, e va a toccare anche i leader europei. A quanto pare l’NSA (National Securety Agency), avrebbe spiato ben 35 fra capi di stato o di governo mondiali, tra cui la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Ora, è compito nostro interpretare le azioni, se non altro malandrine, del nostro amico.
Dobbiamo ammettere che ha un passato difficile, e non sempre le colpe sono sue. La guerra fredda con l’Unione Sovietica ha segnato tutto il secondo dopo guerra, e di fatto non è ancora finita: è solo cambiato il nome dell’avversario. Da URSS a Russia. Poco cambia alla fine. Per non parlare dei fondamentalisti religiosi, nemici del mondo, non solo degli USA.

Il nostro amico, l’America, lo sa che può fidarsi dell’Europa. Ma in amicizia così come in amore, la certezza purtroppo non si ha mai. C’è sempre un baco che ti scava dentro: “potrò fidarmi totalmente di lui/lei?” Si!, ma in fondo meglio controllare. È un po’ insicuro, va bene, ma in fondo chi non lo è.

Dopo 8 anni di NeoCon finalmente un democratico è riuscito a vincere per ben 2 volte di seguito. Se questo non è un segnale di forte miglioramento e maturazione del nostro amico…
E poi, detto fra noi, forse anche un po’ di snobismo ma anche di timore, che altro ci possiamo aspettare da qualcuno che ha quasi innalzato a religione la“Big Stick Ideology”: speak softly, and carry a big stick.

Insomma, dopo averci controllato, e aver appurato che siamo in buona fede, gli USA dovrebbero chiederci scusa, e condividere con noi le loro preoccupazioni, piuttosto che spiarci. La fiducia è elemento fondamentale per una sana relazione.

Nicola Bartolini

FutureDem

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L’Europa e l’amico…

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