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#LaMiaScuola è TECNOLOGIA

Jacopo Mazza

Editor: Piera Cattaneo

Il tavolo tematico sulle nuove tecnologie nelle scuole è stato moderato da Lorenzo Guasti, ricercatore INDIRE, e Angelo Bardini, vicepreside dell’Istituto Comprensivo di Cadeo (PC). Dopo un primo momento di confronto delle nostre personali opinioni, abbiamo delineato quelle che consideriamo le problematiche principali relative alle nuove tecnologie nella scuola italiana. Il loro utilizzo è generalmente limitato; esistono alcuni eccellenti esempi, grazie all’iniziativa personale di singoli docenti e/o dirigenti scolastici. Sarebbe opportuno diffondere buone pratiche a partire da queste realtà e compiere azione a sistema. L’INDIRE propone, a tal proposito, di: 1. selezionare un certo numero di modelli virtuosi, farli conoscere e finanziarli in modo da creare degli hub che influenzino tutto il territorio circostante; 2. valorizzare, all’interno degli istituti, gli insegnanti più esperti nell’uso delle nuove tecnologie, permettendo loro di trasmettere competenze anche in altre scuole (con un incentivo nella retribuzione); 3. dedicare due ore della programmazione settimanale alla formazione del personale.

A questo punto occorre concentrarsi sui finanziamenti: lo Stato non può garantirne di adeguati (se ci sono, sono troppo saltuari e dilazionati nel tempo). La ricerca di fondi dovrebbe essere dunque un argomento importante della formazione del personale. Esperienze passate mostrano che iniziative di crowdfunding sono difficili e portano a risultati soddisfacenti solo per piccoli progetti (e piccoli importi), mentre i costi di una simile innovazione sono molto elevati. I dispositivi utilizzati nelle scuole, ad esempio, devono rispondere ad alti standard di qualità (Cadeo utilizza iPad per ogni bambino; in generale, è preferibile l’utilizzo di prodotti di un’unica marca) e quindi i costi lievitano. Strettamente connesso a quello dei finanziamenti, troviamo il problema delle infrastrutture: le nuove tecnologie necessitano di connessioni internet veloci e con caratteristiche peculiari, per esempio la capacità di sostenere un gran numero di accessi contemporaneamente (problemi di questo tipo si sono già riscontrati con la compilazione dei registri online – i quali sono stati oggetto di numerose critiche durante il dibattito).

E’ da notare che l’impiego di nuovi strumenti stimoli l’innovazione della didattica stessa, permettendo la sperimentazione di tecniche quali lapeer education e il cooperative learning. L’Istituto di Cadeo, comunque, non è un esempio interessante solo perché i bambini hanno un iPad (acquistato dalle famiglie con metodi di rateizzazione a tasso zero, in compenso la spesa per i libri di testo è praticamente nulla) ed utilizzano libri auto prodotti o frutto di particolari convenzioni con le case editrici. Sono notevoli, infatti, anche la biblioteca, che molto spesso ospita eventi con illustri relatori (e.g., Danilo Rea si è esibito in un concerto per piano solo davanti ai bimbi seduti per terra o su dei pouf) e un’aula attrezzata con grandi tavoli rotondi e coloratissimi, che, essendo dotati di ruote, rendono lo spazio adattabile a più attività. Un ultimo elemento sorprendente: le decisioni sui nuovi progetti sono sempre state approvate  all’unanimità dal collegio docenti.

FutureDem

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