La nuova via di Matteo Renzi

É con due “M” che il neo-segretario del partito democratico Matteo Renzi apre il suo secondo appuntamento digitale con gli elettori il 9 Gennaio 2014, direttamente dalle eNews del suo sito MatteoRenzi.it. A pochi giorni dalla direzione nazionale del Partito Democratico, Renzi presenta una bozza di quella che si preannuncia essere la seconda “grande scossa” dell’anno (cosi si era pronunciato sulle tre ipotesi di riforma elettorale una settimana fa).

imagesIl sindaco di Firenze comincia il suo secondo mese di mandato al Nazareno insistendo sui punti su cui aveva precedentemente basato la campagna elettorale per le primarie di partito. Ed é proprio di riforma del lavoro che parla, presentando il suo “Jobs Act”, volto ad aiutare l’Italia a ripartire da dove la nostra costituzione fonda le basi repubblicane, dal lavoro. La prima “M” di cui Renzi si occupa è la “M” di metodo, inteso come metodo di lavoro tra parlamentari, circoli e addetti ai lavori. Ognuno ha ed avrà, in questi giorni, modo di partecipare attivamente al progetto riformativo, con idee e suggerimenti per smussare gli angoli della futura riforma lavorativa. L’altra “M” é di merito. “Non sono i provvedimenti di legge che creano lavoro, ma gli imprenditori” dice Renzi. E ancora “l’Italia può farcela, ma deve uscire da questa situazione di bella addormentata nel bosco, deve investire e innovare, buttarsi”.

Vengono sottolineati all’interno della eNews i dati preoccupanti di questi giorni, evidenziando come il tasso di disoccupazione giovanile abbia raggiunto il 41,6% (minimo storico dall’anno di fondazione dell’ISTAT, 1977), parlando poi di come in Italia l’obiettivo primario debba essere creare posti di lavoro rendendo semplice il sistema e incentivando la voglia di investire. Il 73esimo posto dell’Italia nella classifica della Banca mondiale per facilità di fare impresa e il 42esimo per competitività secondo il World Economic Forum sottolineano sempre più come il lavoro debba essere il punto fermo da cui il governo deve partire.

Renzi ha diviso in tre parti il suo documento di proposte, semplificando tra “sistema”, “posti di lavoro” e “regole”.

– Sistema:

1. Energia. Riduzione del 10% del costo per le aziende per aumentare la produttività e non subire la concorrenza straniera.

2. Tasse. Chi produce lavoro paga di meno, chi si muove in ambito finanziario paga di più, consentendo una riduzione del 10% dell’IRAP per le aziende.

3. Revisione della spesa. Vincolo di ogni risparmio di spesa corrente che arriverà dalla revisione della spesa alla corrispettiva riduzione fiscale sul reddito da lavoro.

4. Azioni dell’agenda digitale. Fatturazione elettronica, pagamenti elettronici, investimenti sulla rete.

5. Eliminazione dell’obbligo di iscrizione alle Camere di Commercio. Piccolo risparmio per le aziende, ma segnale contro ogni corporazioni. Funzioni delle Camere assegnate a Enti territoriali pubblici.

6. Eliminazione della figura del dirigente a tempo indeterminato nel settore pubblico. Un dipendente pubblico è a tempo indeterminato se vince concorso. Un dirigente no. Stop allo strapotere delle burocrazie ministeriali.

7. Burocrazia. Intervento di semplificazione amministrativa sulla procedura di spesa pubblica sia per i residui ancora aperti sia per le strutture demaniali sul modello che vale oggi per gli interventi militari. Obbligo di certezza della tempistica nel procedimento amministrativo, sia in sede di Conferenza dei servizi che di valutazione di impatto ambientale. Eliminazione della sospensiva nel giudizio amministrativo.

8. Adozione dell’obbligo di trasparenza: amministrazioni pubbliche, partiti, sindacati hanno il dovere di pubblicare online ogni entrata e ogni uscita, in modo chiaro, preciso e circostanziato.

– Posti di lavoro:

Per ognuno di questi sette settori sarà previsto un singolo piano industriale con indicazione delle singole azioni operative e concrete necessarie a creare posti di lavoro.

a) Cultura, turismo, agricoltura e cibo.
b) Made in Italy
c) ICT
d) Green Economy
e) Nuovo Welfare
f) Edilizia
g) Manifattura

– Regole:

1. Semplificazione delle norme. Presentazione entro otto mesi di un codice del lavoro che racchiuda e semplifichi tutte le regole attualmente esistenti e sia ben comprensibile anche all’estero.

2. Riduzione delle varie forme contrattuali, oltre 40, che hanno prodotto uno spezzatino insostenibile. Processo verso un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti.

3. Assegno universale per chi perde il posto di lavoro, anche per chi oggi non ne avrebbe diritto, con l’obbligo di seguire un corso di formazione professionale e di non rifiutare più di una nuova proposta di lavoro.

4. Obbligo di rendicontazione online ex post per ogni voce dei denari utilizzati per la formazione professionale finanziata da denaro pubblico. Ma presupposto dell’erogazione deve essere l’effettiva domanda delle imprese. Criteri di valutazione meritocratici delle agenzie di formazione con cancellazione dagli elenchi per chi non rispetta determinati standard di performance.

5. Agenzia Unica Federale che coordini e indirizzi i centri per l’impiego, la formazione e l’erogazione degli ammortizzatori sociali.

6. Legge sulla rappresentatività sindacale e presenza dei rappresentanti eletti direttamente dai lavoratori nei CDA delle grandi aziende.

Semplicità, efficenza, trasparenza e coraggio. Queste le caratteristiche che l’Italia lavorativa deve sviluppare nel 2014 secondo Renzi. Il Jobs Act verrà discusso e analizzato nella direzione PD del 16 Dicembre, anche se in poche ore reazioni e commenti di esponenti di partito, sindacati e della stampa (italiana ed estera) hanno raggiunto il Neo Segretario e la segreteria del Partito.
Dalla Unione Europea, il commissario per il Lavoro, Laszlo Andor commenta: “le proposte di Renzi vanno nella direzione auspicata, rappresentano un nuovo programma il linea con la direzione dell’UE. Aspettiamo i dettagli”.

Federico Cecolin

FutureDem

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