Il Renzi travisato

Durante questi giorni, dopo il lancio della candidatura di Renzi a Bari, ho avuto modo di parlare e approfondire molto il tema dell’indulto e dell’amnistia.

In questo momento si scontrano due visioni: la prima che vede la necessità di un provvedimento di clemenza (sia esso l’amnistia o l’indulto) dal punto di vista politico e morale, la seconda, più pragmatica, preferisce affrontare il tema del sovraffollamento delle carceri attraverso strumenti di riforma del sistema carcerario, cancellazione di leggi che ingolfano tribunali e celle come la Bossi-Fini e la Giovanardi e chiedendo un uso più ponderato della carcerazione preventiva.

Quello che è veramente incomprensibile è la bufera che si è scatenata su Renzi per quello che ha detto a Bari. Gli attacchi son piovuti da tutte le parti, da l’Unità al PDL passando per mezzo governo. Ora, posto che siamo in democrazia, io penso che si possano rivendicare il proprio pensiero e le proprie idee su qualsiasi argomento anche se sollevato dal Presidente della Repubblica. Grazie a Dio il reato di lesa maestà è stato archiviato con la monarchia. Quindi cominciamo col dire che le polemiche “Renzi attacca il colle” son del tutto prive di fondamento. Al massimo “Renzi dissente dal colle”. I Pidiellini ovviamente lo attaccano perché il loro unico vero motivo che li spinge a sostenere questo tipo di provvedimenti è perché ne potrebbe beneficiare Berlusconi. Poi ci sono i piddini, onorevoli e ministri, che attaccano Renzi e qui siamo al paradosso perché basta andarsi a leggere il documento redatto dal responsabile nazionale carceri e responsabile nazionale giustizia del PD ci si accorge che Renzi altro non ha fatto che ribadire la posizione ufficiale del PD. E poi diciamocelo francamente: è molto fastidioso leggere lezioni morali sulla pelle dei carcerati da quelli che per 20 anni non hanno fatto niente per evitare l’emergenza carceri. E altrettanto francamente diciamoci un’altra cosa: questo parlamento diviso in 3 blocchi molto poco comunicanti ed inclini a cedere su determinati argomenti non sarà mai in grado di trovare una maggioranza dei 2/3 per varare un’amnistia. Quindi come al solito stiamo pontificando sul nulla.

Poi ci son gli altri due maggiori competitors nella corsa per la segreteria, Civati e Cuperlo, e i loro sostenitori che si son precipitati a mandare interviste perfino ai giornalini parrocchiali per spiegarci perché “Matteo Sbaglia”.

Quello che traspare da questo primo scampolo di clima congressuale è lampante: Renzi detta agenda tempi e agenda temi, gli altri parlano di Renzi. E questa non è una differenza da poco. Ogni volta che Renzi apre bocca si ha la sicurezza matematica che scatterà la polemica. Viene sistematicamente e scientificamente travisato.

Girano delle vulgate sui suoi discorsi che hanno dell’incredibile, arrivando a sostenere perfino l’esatto contrario di quello che effettivamente è stato detto. Non importa quale che sia l’argomento l’importante è essere in totale disaccordo ed esasperare la discussione. Quello che infastidisce di più è che questi atteggiamenti arrivano da coloro i quali si riempiono la bocca di “confrontiamoci sui contenuti” “ma dove sono i contenuti di Renzi?” “e le proposte quali sono?”. Ecco, basta ascoltare Renzi per sentire che ci sono argomenti, contenuti e proposte. E basta vedere le reazioni scomposte per capire che in realtà gli altri non hanno né la forza né l’intenzione di confrontarsi sulle idee ma imposteranno, di nuovo, la discussione sul referendum Renzi SI/ Renzi No. E lo perderanno.

Dario Ballini

FutureDem

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