Il PD che è pronto al congresso

Articolo scritto da Lucandrea Massaro e pubblicato su EuropaQuotidiano.

Sono settimane che le Feste democratiche accolgono con maggiore o minore slancio, ma sempre con grande calore tutti i candidati alla segreteria. Sebbene il percorso congressuale non sia ancora ufficialmente aperto, Cuperlo, Civati e Renzi (un po’ meno Pittella) sono già in tour per far conoscere il loro pensiero. Molto dell’interesse per loro è inversamente proporzionale al calore con cui sono stati accolti altri dirigenti storici del Pd e della sinistra italiana investiti a volte da contestazioni, a volte dalle sedie vuote. Ma per il Congresso, c’è interesse. C’è interesse perché la base, i militanti, ma anche i nostri elettori vogliono aprire una fase nuova, vogliono confrontarsi con i problemi del partito e del paese e quali che siano le sfumature dell’uno o dell’altro candidato sanno che sono loro i protagonisti dell’immediato futuro, a loro si dovrà affidare il Pd per un rilancio.

Tuttavia questa attesa viene ingiustamente frustrata, alla nostra gente non si dà modo di esprimersi, a questo popolo che anima le Feste o vota anche quando il Pd non lo meriterebbe, a questo “zoccolo duro” occorre dare voce prima che si disinteressi di questo partito. Ancora oggi siamo senza una road map per il Congresso: in quale ordine? Con che tipo di primarie? E i congressi locali? Se lo statuto parla di alcune scadenze come è possibile averlo ignorato così palesemente? E infine: se la segreteria si è dimessa da mesi e pur nel rispetto dell’interim di Epifani, quand’è che il Pd potrà parlare con una voce legittimata dal voto popolare?

C’è grande voglia di rinnovare, ci sono giovani quadri e dirigenti che sono pronti alla sfida di portare questa comunità in avanti, di mettersi in gioco e di dare nuove soluzioni ai problemi del paese. Di questa ansia di trasformazione e di innovazione l’intero partito è attraversato, almeno nella sua “base”, quella che si interessa meno agli equilibri interni e assai di più alle tematiche dell’amministrazione e della politica, che ogni giorno apre i circoli o monta i gazebo, che scrive sui magazine online o in qualche rivista blasonata.

Questo Pd è pronto al Congresso, è pronto a mettersi in gioco, è pronto a dare il proprio contributo, ma non ce la fa più a stare “in panchina” in attesa degli eventi, vuole provocarli, vuole essere un attore protagonista, vuole che il Pd sia protagonista e non succube del “Caimano” o dell’avversario storico, il Pdl. Questa base merita maggiore considerazione, maggiore rispetto che non quello di vedersi sottratto il diritto a dire la propria e su questo non c’è candidato Congressuale che non sia d’accordo, solo una nomenklatura ormai stanca, intristita e cinica ha deciso che la sopravvivenza propria sia la priorità della comunità politica che invece dovrebbe guidare con maggiore umiltà e maggiore rispetto: i dirigenti sono al servizio di questa base e non il contrario. Faremmo bene a ricordarlo tutti. E ora attendiamo che un lampo di ragionevolezza illumini l’Assemblea del 20 e 21 settembre, alla quale volgiamo un appello: fissate date e regole certe, per il bene di tutti. Ora.

Lucandrea Massaro

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