Il nostro futuro si chiama Presente

Trascrizione dell’intervento di Mattia Peradotto alla Leopolda 2013.

Il mio futuro si chiama presente.

Avete capito bene, il mio futuro ha un nome ben preciso e quel nome è “presente”.
Non è un “oggi” senza alternativa, non è quell’Adesso che abbiamo sentito nostro un anno fa in una sfida appassionante, non è un “carpe diem” senza altre speranze è piuttosto una consapevolezza. La convinzione direi che il tempo di aspettare e rimandare è scaduto qualche decennio fa e noi stiamo solo accumulando ritardo.
Questo Futuro che si chiama presente è l’idea che il cambiamento non va aspettato, va costruito! Costruito giorno dopo giorno e scelta dopo scelta nel nostro vivere quotidiano. Il cambiamento non è l’annuncio di un qualcosa che si farà ma è comunicare quello che si sta facendo. Siamo stanchi dei professionisti del “faremo”, siamo stanchi dei campioni del procrastinare, delle lunghe attese piuttosto che delle larghe intese.
La nostra non è però la stanchezza dell’impazienza, non è insofferenza o arrivismo è stanchezza di questa indecisione!

Lo possiamo dire o è lesa maestà che vogliamo un partito che abbia un progetto per questo paese? Un partito che cominci da oggi, da questo presente, a dare risposte chiare ai problemi che ha davanti. Vogliamo un partito che abbia la forza di guidare il cambiamento, di percepire la società e i suoi mutamenti e non che ne resti a strascico, sempre in ritardo, sempre balbettante. Ecco noi vogliamo dire che un progetto chiaro per questo partito e per questo paese lo abbiamo e non può essere un problema nostro se altri questo progetto, queste parole chiare non le comprendono e non le hanno.

Vogliamo un partito che da oggi dica che questa legge elettorale è una vergogna e ancor di più è una vergogna che non sia già cambiata quando qualcuno ci aveva promesso che sarebbe stato uno dei primi punti di discussione del Governo. Un partito che non obblighi un suo deputato e i suoi militanti allo sciopero della fame per farsi ascoltare! Riesco solo a dire grazie a Roberto per questa battaglia.
Vogliamo un partito che guardi a come è cambiato il mondo del lavoro senza paraocchi da ‘900, un partito che veda che oggi, in questo presente, i giovani accendono partite IVA fasulle per trovare un primo impiego, per poter anche solo sperare di entrare nel mondo del lavoro. Un partito che non abbia paura di cambiare, che non soffra della “sindrome del piano inclinato” e che capisca che la difesa dello status quo, la difesa di chi oggi è già tutelato non è la difesa dei lavoratori! Smettiamo di raccontarci una realtà che non esiste più da vent’anni!

Vogliamo sopratutto un partito che si occupo dei temi del paese e non solo dei temi di partito, che in qualsiasi altra nazione coinciderebbero ma qui da noi no. Un partito che si batta per un po’ di più dei 14€ medi di taglio del cuneo fiscale e si interessi e spenda un po’ meno di 6000€ al mese per il direttore della sua webTV. Un partito che viva nell’oggi, nel presente, un PD del 2013 che sia funzionale a costruire l’Italia del 2014.

Per questo il mio futuro si chiama presente, perchè è necessario partire subito a fare le cose, passo dopo passo, piccolo cambiamento dopo piccolo cambiamento. Ecco perchè da sette mesi con tanti amici, con ragazzi da tutta Italia discutiamo, ci confrontiamo e proponiamo, come FutureDem, soluzioni e idee cercando di cambiare la politica facendo politica!

Perchè il nostro futuro, il futuro di noi ventenni di oggi parte dal nostro presente; da quanto tutti insieme sapremo incidere su questa realta. Non scoraggiarci, non abbatterci ma metterci in rete e costruire giorno dopo giorno il nostro domani. Per questo il mio Futuro ha il nome di tutti noi: il nome di Mattia certo, di Matteo, di Silvia, di Francesco, di Simona, di Cosimo, di Maria Elena, di Giulio, di Chiara,di Alessandro, di Barbara e di tutti quelli che oggi in questo presente ci stanno aiutando a costruire il futuro che immaginiamo.

Un futuro che è per noi che siamo qui ovvio ma è il futuro anche di chi non è d’accordo con noi, di chi ci ostacolerà, di chi ci insulterà, di chi proverà a batterci; perchè non ci può essere egoismo nella battaglia per il nostro Futuro. O sarà il Futuro di tutti o non sarà.
Qualcuno diceva che il Futuro è una terra di sogni e promesse, aggiungo io che è la terra della sfida.

Giochiamoci questa sfida andiamo a prenderci il Futuro!
#cambiamoverso

Mattia Peradotto

FutureDem

2 thoughts on “Il nostro futuro si chiama Presente

  1. ma scusatemi un attimo: il modo delle “finte partite iva”, chi è che lo ha creato? non erano forse quelli che, nella seconda metà degli anni ’90, parlavano di “flessibilità”, dicevano che il mercato del lavoro era troppo “ingessato”, che c’erano troppi “lacci e lacciuoli”, eccetra? per fare dei nomi, non era forse la gente come ichino, che teorizzava queste stuzzicanti novità? come è possibile, se esistono questi mondi, prendersela con il sindacato “che si occupa solo dei garantiti”, quando in realtà, in certi contesti, un lavoratore semplicemente non può neppure rivolgere la parola a un sindacalista, perchè se lo fa, un secondo dopo non ce l’ha più, il suo (cosiddetto) posto di lavoro! e allora, mi chiedo e vi chiedo, di chi è la colpa di tutto ciò? come si fa allora a risolvere il problema, se le persone che dovrebbero risolverlo sono le stese che lo hanno creato, oppure giovani (e acritici) fans di quelli che lo hanno creato? come si fa a dividere il mondo in “garantiti” e non, quasi che i “garantiti” fossero mangiapane a tradimento, e senza peraltro conoscere minimamente quale sia la reale situazione in cui versa un “garantito”?
    e questo per parlare dell’unica cosa che un’attimino si avvicinava a un discorso concreto (fatto di slogan, ovvio, ma del resto non si starebbe parlando di renzi altrimenti) di un post che assomiglia tanto alle caricature di crozza, ma è molto meno divertente e originale…

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di FutureDem tempo di lettura: 3 min
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