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GIOVANI ITALIANI DI TALENTO – ALICE PILIA

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Come ogni martedì, per la rubrica Giovani Italiani di Talento, oggi vi raccontiamo la storia di Alice Pilia, super-esperta al lavoro per il governo britannico. Una storia di meritocrazia e duro lavoro.

Alice Pilia è originaria di Ussana in provincia di Cagliari. Inizia il suo percorso lavorativo con l’ammissione al collegio a numero chiuso (200 posti), del Mondo Unito dell’Adriatico a Duino, vicino Trieste, con studenti selezionati da tutto il mondo. Poi la laurea in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli di Roma e un master in Sviluppo Economico Locale alla London School of Economics. Queste le fondamenta della sua carriera futura unite a tanto impegno, sacrificio e tenacia.
Nel 2001 lavora per il Glocal Forum, organizzazione internazionale che si occupa di sviluppo economico sul territorio e collabora con la Banca Mondiale e l’Agenzia delle Nazione Unite per gli insediamenti umani. Dal 2003, per cinque anni, fa la consulente per vari sindaci europei, inclusi quelli di Barcellona e Londra, nei progetti di crescita economica e di promozione della cultura locale. Dal 2004 vive a Londra. Nel 2008 inizia la sua esperienza di lavoro nel civil service per il governo britannico. Alice-PiliaTutto è cominciato rispondendo ad un annuncio sul Guardian, segnalato da un amico, che offriva un posto per il Cabinet Office aperto ai cittadini dell’Unione Europea e del Commonwealth. Finora si è occupata di una ventina di progetti in vari settori: welfare, educazione, riforme costituzionali e la riforma dei patronati pubblici, ovvero il ripensamento delle forme di assistenza sociale dopo i tagli e la razionalizzazione dei fondi dovuti all’austerità. Un altro progetto da lei diretto sono la definizione delle nuove linee guida per le partnership non commerciali tra settore pubblico e privato: il governo affida un ruolo educativo a una rete di intermediari privati, come aziende o associazioni, per alcune problematiche come ad esempio la riduzione dell’evasione fiscale o l’aumento della sicurezza stradale, a cui il cittadino dà fiducia facendo attenzione che il messaggio non si trasformi in propaganda e venga manipolato. Questa varietà di ambiti in cui è impegnata le consente di acquisire sempre nuove competenze. Alice, inoltre, entrando a far parte di un task-force di esperti di età media inferiore ai 40 anni, ha avviato e definito la strategia del programma “Good Law”, che mira a riformare il farraginoso sistema legislativo britannico, semplificando e rendendo più accessibili e comprensibili a tutti le aggrovigliate leggi britanniche che si sono accumulate negli ultimi secoli. Il programma è poi passato nelle mani di alcuni suoi colleghi che si occuperanno della sua implementazione sul lungo periodo. Da marzo 2014 a gennaio 2015 ha lavorato in un’unità  multi-dipartimentale sul referendum sull’indipendenza della Scozia e poi sui progetti di devolution post referendum. Successivamente, fino allo scorso novembre, è stata inviata in secondment  alla European Bank for Reconstruction and Development come Adviser del Presidente.
Da 2 mesi è in aspettativa senza assegni dal civil service e ha un nuovo ruolo come Head of Protection and Health per l’Association of British Insurers, un’associazione di categoria. Il civil service incoraggia molto i suoi dipendenti ad avere esperienze in organizzazioni diverse poiché è importante conoscere punti di vista differenti e, soprattutto, avere familiarità con dinamiche e priorità di vari settori in modo da poter sviluppare policy più efficaci. Dal canto suo, Alice era interessata a comprendere meglio qual è il ruolo del settore privato nel processo di formulazione delle politiche pubbliche e quindi al colto al volo questa nuova opportunità.
Per conoscere meglio la sua storia, abbiamo fatto qualche domanda ad Alice…

R. La nostra rubrica parla di “Giovani Italiani di Talento”. Ma cos’è per te il talento?
D. Ci sono molte definizioni di “talento” ma lasciando da parte gli intelletti davvero straordinari di una Marie Curie o le sensibilita artistiche eccellenti di una Frida Kahlo direi che il talento lo hanno tutti. Raramente è innato… Come spiega Malcom Gladwell nel suo libro Outliers,anche Bill Gates o Michael Jordan si sono guadagnati il loro incredibile successo con duro lavoro, impegno totale e migliaia di ore di allenamento. Più spesso si crea e si coltiva ed è il prodotto di impegno, perseveranza, spirito d’intraprendenza e fortuna. Fortuna nell’essersi trovati, a qualche punto della vita, nel posto giusto al momento giusto. L’impegno del continuare sempre a voler imparare qualcosa di nuovo, e perseveranza nel tirarsi su dopo aver commesso errori o aver incontrato difficoltà, che nella vita arrivano sempre a tutti. È l’intraprendenza del saper riconoscere un’opportunità e inseguirla. E questo tipo di talento secondo me non si misura dal successo professionale, né dal conto in banca. Ha talento chi insegue un progetto, un sogno, qualunque esso sia, ogni tanto magari inciampa ma si rialza per continuare ad avvicinarsi alla sua personalissima meta.

D. Cosa credi che il nostro Governo dovrebbe modificare e cosa pensi invece vada bene dell’approccio che sta usando per semplificare la macchina amministrativa italiana e aumentare la capacità di impatto delle policy?
R. Non conosco abbastanza bene l’amministrazione pubblica italiana per poter esprimere un giudizio. Credo che, come in tutte le democrazie, un certo livello di complessità sia inevitabile. Non esistono soluzioni davvero semplici per problemi complessi. La nostra PA, come quella Britannica d’altronde, spesso viene svilita e criticata, ma insieme ai casi eclatanti di inefficienza e burocrazia bizantina, andrebbero ricordati tutti i dipendenti pubblici che ogni giorno, con risorse scarse, un contesto economico non semplice e tra mille ostacoli, fanno piccolo miracoli per far funzionare la macchina statale e fornire servizi pubblici. È vero che serve modernizzare però. Un’iniziativa recente che ho trovato particolarmente interessante è stata la selezione aperta dei direttori dei musei. In UK tutte le posizioni sono aperte. Ad esempio in questi giorni il Ministero del Tesoro ha iniziato la ricerca di un nuovo Segretario Permanente, la carica più senior al Tesoro e tra le più senior in tutta l’amministrazione pubblica. Chiunque può fare domanda e se ha i requisiti necessari viene preso in considerazione per il ruolo.

D. Ti sei occupata anche di nudging all’inizio dell’esperienza nel Cabinet Office di Cameron. Quanto è importante dare una “spinta gentile” ai cittadini per migliorare la loro vita e ottimizzare costi e tempi dello Stato?
R.
L’approccio del nudging, basato sull’economia comportamentale, non è una panacea. Si tratta di stimolare e rafforzare un cambiamento sociale e culturale di massa, quindi di solito i risultati non si vedono immediatamente. Ci sono anche casi in cui la “spinta gentile” non funziona o è troppo dispendiosa. Sicuramente però è un’ alternativa a legislazione e strumenti fiscali estremamente interessante. La spinta gentile può essere data in molti modi, ad esempio col design thinking applicato alla pianificazione dei servizi: se semplifico e agevolo il sistema di raccolta differenziata il cittadino si adeguerà in modo quasi automatico. Le barriere possono anche essere create per scoraggiare certi comportamenti: se in una mensa scolastica posiziono le merende meno salutari dove i bambini non possono raggiungerle da soli ma le mele a portata di mano, con tempo il consumo di frutta supererà quello di patatine fritte. Se si riesce a stimolare un cambiamento comportamentale, nel lungo periodo i cittadini sono più informati e consapevoli e i risultati sono duraturi e diffusi perchè diventano norme sociali che i cittadini stessi trasmettono e rinforzano.

D. Parliamo di futuro: pensi di tornare in Italia per dare il tuo contributo al Paese? Come ti immagini tra 10 anni?
R.
Sono parte di quella “generazione Erasmus” per la quale vivere e lavorare in altre città europee è stata una scelta quasi naturale. Però sì, se dovesse esserci l’opportunità giusta prima o poi mi piacerebbe dare il mio contributo “a casa”. Magari in Sardegna –  che ha un incredibile potenziale. Tra 10 anni spero di continuare a fare quello che ho fatto fin ora: occuparmi di politiche che possano mitigare grandi problematiche socio-economiche e avere un impatto positivo a livello sociale, culturale ed economico.

Cosa ci può insegnare la storia di Alice? Innanzitutto l’assoluta trasparenza nella sua nomina, non politica, tramite una selezione ufficiale che spesso manca in Italia; addirittura non le è consentito neppure esprimere opinioni politiche, solo giudizi e soluzioni tecniche da sottoporre ai Ministri responsabili. Non la si può definire con superficialità un “cervello in fuga”. Ha iniziato “facendo una valigia a 16 anni che non ha più disfatto”: c’è una bella differenza tra una fuga ed una partenza per uscire dalla realtà di tutti i giorni, per esplorare ed imparare. Alice è un’autentica cittadina europea e del mondo, all’altezza e con le carte in regola per vivere in questo mondo globalizzato, l’esempio perfetto di una donna che si è costruita il futuro con le proprie mani e che continua a farlo ponendosi sempre nuovi obiettivi.

Alessandro Zuglian
Team Comunicazione FutureDem – Giovani Italiani di Talento

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