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DIARIO DEGLI AMMINISTRATORI – EMILIA ROMAGNA

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Come ogni giovedì aggiungiamo una nuova pagina al Diario degli Amministratori. Questa settimana, Chiara Berti, capogruppo di maggioranza in consiglio comunale a Castel Bolognese (RA) e nel Consiglio dell’Unione dei Comuni della Romagna faentina, ci racconta la sua esperienza amministrativa e la sfida del riordino istituzionale e della fusione dei comuni.

Sono Chiara Berti, ho 29 anni e sono capogruppo di maggioranza in Consiglio Comunale a Castel Bolognese e nel Consiglio dell’Unione dei Comuni della Romagna Faentina.
L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, coerentemente con il programma di mandato elettorale del Presidente Bonaccini, sta attuando una riforma di riordino istituzionale molto ambiziosa, possibile grazie al ridisegno istituzionale previsto dalla legge Delrio (56/2014). Attraverso il nuovo sistema di governo locale, infatti, si semplificherà il quadro istituzionale, si erogheranno servizi più efficienti e si aumenterà la competitività del territorio attraverso un patto tra le Istituzioni.
Essendo quindi nel pieno di questa riforma, anche nell’Unione dei Comuni della Romagna Faentina si sta iniziando a discutere sul tema del riordino istituzionale e quindi della fusione dei comuni. Nell’ultimo consiglio di Unione di dicembre 2015 abbiamo votato il conferimento di una moltitudine di servizi in capo all’Unione dei Comuni; ciò implica necessariamente una domanda: “che fine faranno gli assessori comunali e i consiglieri comunali? Quali compiti e ruoli spetteranno loro?” 17k5mvctEcco, come capogruppo in Consiglio dell’Unione sto cercando di gestire questo processo delicato e di estrema rilevanza strategica per il futuro del nostro territorio. Siamo in una fase epocale: dobbiamo capire bene i vantaggi e gli svantaggi (pochi!) che comporta la fusione dei comuni; dobbiamo ambire ad essere amministratori giusti ed illuminati; dobbiamo amministrare con lungimiranza.
Abbiamo il dovere di farci promotori di un processo di innovazione in tutto il Paese, non dobbiamo avere paura del cambiamento. Molti saranno i campanilismi che caratterizzano le diverse prese di posizione di stakeholders e cittadini durante il percorso partecipativo che stiamo per mettere in atto, ma noi amministratori dobbiamo avere il coraggio di andare nelle piazze a testa alta, forti delle nostre convinzioni e orgogliosi di spiegare le nostre ragioni a chi non vive quotidianamente l’esperienza amministrativa. I tempi dei campanili devono finire: fondersi non significa perdere la propria identità o la propria storia. Fondersi significa rafforzare il proprio passato in una comunità ancora più ampia ed allargata.
La “mia” sfida nei prossimi mesi sarà: supportare i nostri sindaci, informare i cittadini, ascoltare le persone più scettiche e cercare di spiegare loro le nostre ragioni.
Saranno mesi di duro lavoro e non privi di conflitti; però sono sicura che “comunque vada sarà un successo!” perché so che gestiremo questa fase spinti dalla volontà di arricchire il senso di appartenenza nella nostra comunità, di portare il progresso, di aumentare il benessere del singolo e dell’intera comunità. Perché questo è essere amministratori della cosa pubblica!

AUTORE: CHIARA BERTI
RESPONSABILE RUBRICA: FRANCESCA CAGGIANESE
                                            Team Comunicazione FutureDem – Diario degli Amministratori

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