#CongressoApertoOra

Articolo scritto da Dario Ballini, pubblicato su Ateniesi.

Era l’ottobre del 2007. E dopo il bel discorso al Lingotto di Valter Veltroni, ognuno di noi pensava che finalmente saremmo riusciti ad avere anche per l’Italia un grande partito riformista e democratico, che tenendo la barra dritta su una politica di sinistra liberale tenesse conto delle straordinarie tradizioni che stavano allla base del progetto, ma che sarebbero servite solo come basi nobili per costruire qualche cosa di nuovo e rinnovato. Un nuovo soggetto politico capace di tener conto delle proprie tradizioni per costruire il partito del nuovo millennio, in grado di rappresentare i lavoratori precari, le piccole e medie imprese, le partite Iva senza abbandonare il blocco sociale di rifermimento che ancora ci sostiene (pensionati, over sessanta e dipendenti pubblici).

Così purtroppo non è stato. Invece di qualcosa di nuovo, ci siamo limitati a fondere due gruppi dirigenti. Due gruppi troppo impegnati a coltivare i loro orticelli. Abbiamo creato un partito dove contano più le proprie provenienze rispetto al dove si vuole andare e al perché. Un partito con il culto delle tradizioni e delle liturgie a cui non interessa vincere le elezioni ma mantenere una presunta, quanto falsa, superiorità morale, che si è già infranta sui casi Mps e mal governo.

È giunto il momento di dare agli italiani un vero partito democratico, meno autoreferenziale, che finalmente la smetta di parlare a quel gruppo sparuto dei suoi tesserati (che nonostante tutto resiste), ma che forte delle sue idee non ha paura di aprirsi all’esterno per cogliere a pieno stimoli e nuova linfa oggi più che mai essenziali per la nostra sopravvivenza. Il disastro Bersani ci consegna un partito dimezzato: dimezzato per iscritti, dimezzato per voti e sconfitto alle elezioni.

Noi non chiediamo vendette o rivincite personali. La nostra unica stella da seguire è quella del rilancio del Pd e del coinvolgimento dei suoi elettori. Proprio come ce lo eravamo immaginato nel 2007. Un partito fortemente a vocazione maggioritaria che non segue questo o quel gruppetto che rappresenta poco più del loro leader, ma che è in grado di catalizzare intorno a una leadership e a un programma la più ampia convergenza. Un partito che non ha paura dei propri elettori, ma che li usa come fenomenale arma per vincere e governare, bene e finalmente.

Per fare questo ci sono solo due cose che chiedo e che spero chiunque creda nel progetto Pd abbia a cuore: un congresso vero, aperto e ora. L’hastag è questo: #CongessoApertoOra. Spero vi aggiungerete a me in questa richiesta. Per far tornare il Pd il grande partito di milioni di elettori che partecipano, invece che il partito bocciofila che ha dilapidato tesserati ed elettori per manifesta incapacità del suo gruppo dirigente.

Dario Ballini

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#CongressoApertoOra

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